L’inadempimento dell’obbligo di mantenimento dei figli non ostacola l’affidamento condiviso
L’inadempimento dell’obbligo di mantenimento dei figli imputabile al genitore non è elemento di per sé decisivo nel far propendere il giudice per l’affidamento esclusivo in favore dell’altro genitore, richiedendosi che tale elemento risulti contestualizzato e inscritto in una più complessiva valutazione dell’atteggiamento del genitore interessato, sì da integrare una manifesta carenza di attitudini genitoriali. Inoltre, l’affidamento condiviso non può ragionevolmente ritenersi precluso dalla oggettiva distanza esistente tra i luoghi di residenza dei genitori, potendo detta distanza incidere soltanto sulla disciplina dei tempi e delle modalità della presenza del minore presso ciascun genitore.
(Cassazione Civile, ordinanza, 17 maggio 2022, n. 15815)
Sulla responsabilità dei sindaci per omessa vigilanza
Ricorre la responsabilità dei sindaci per omessa vigilanza qualora l’attivazione degli stessi in modo conforme ai doveri della carica avrebbe consentito di evidenziare gli illeciti gestori e di prevenire ulteriori danni alla società ed ai suoi creditori. Nel caso in cui ricorra un’inerzia colpevole dei sindaci, che non hanno adeguatamente vigilato sulla condotta gestoria degli amministratori, non vale ad escludere la responsabilità dei membri del collegio sindacale né il fatto di essere stati tenuti all’oscuro degli illeciti da parte dell’organo gestorio, né l’assunzione della carica dopo l’effettiva realizzazione degli atti contrari alla corretta gestione dell’impresa: una volta assunto l’incarico, ciascun sindaco deve infatti diligentemente verificare la situazione della società e porvi rimedio, risultando responsabile se la sua attivazione in modo conforme ai doveri della carica avrebbe consentito di far emergere gli illeciti gestori e di prevenire la creazione di ulteriori danni alla società ed al ceto creditorio.
(Cassazione Civile, ordinanza, 11 maggio 2022, n. 14873)
Il rimborso delle spese di assistenza stragiudiziale ha natura di danno emergente
Le spese sostenute per attività legale stragiudiziale, diversamente dalle spese legali, vanno liquidate come una componente del danno emergente e sono soggette agli stessi oneri di allegazione e prova.
(Cassazione Civile, ordinanza, 17 maggio 2022, n. 15732)
Se la banchina è inidonea alla sosta d’emergenza non può esservi installato nemmeno un autovelox
Una banchina non funzionale a consentire la sosta di emergenza non può considerarsi rispondente, in difetto di un elemento a tal fine essenziale, alle caratteristiche imposte dal codice della strada per la sua qualificazione come "strada urbana di scorrimento". È pertanto illegittimo, e può essere disapplicato nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il provvedimento prefettizio che abbia autorizzato l'installazione di apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità in una strada urbana che non abbia le caratteristiche "minime" della "strada urbana di scorrimento", in base alla definizione recata dal comma 2, lett. d), dell'art. 2 cod. strada.
(Cassazione Civile, 17 maggio 2022, n. 15827)
Sul danno patrimoniale e non patrimoniale subito dal figlio per la totale assenza della figura paterna
La violazione dei doveri genitoriali non trova la sua sanzione, necessariamente e soltanto, nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, ma comporta che la relativa violazione, nell'ipotesi in cui provochi la lesione di diritti costituzionalmente protetti, può integrare gli estremi dell'illecito civile e dare luogo ad un'autonoma azione volta al risarcimento dei danni non patrimoniali, ai sensi dell'art. 2059 c.c., che possono essere liquidati anche attraverso il ricorso alla valutazione equitativa “pura”.
(Cassazione Civile, 12 maggio 2022, n. 15148)
Sulla regolamentazione dell’uso dei posti auto condominiali
La riassegnazione dei posti auto nel cortile comune è modificabile solo con il consenso di tutti i condomini. Non è sufficiente il raggiungimento in assemblea della maggioranza dei voti.
(Cassazione Civile, ordinanza, 16 maggio 2022, n. 15613)
Sulla responsabilità del notaio che non effettua le verifiche nei registri immobiliari
Ricorre la responsabilità solidale ex art. 2055 c.c. pur se il fatto dannoso sia derivato da più azioni od omissioni, dolose o colpose, costituenti fatti illeciti distinti, e anche diversi, sempre che le singole azioni o omissioni, legate da un vincolo di interdipendenza, abbiano concorso in maniera efficiente alla produzione dell'intero danno. Ne consegue che deve ritenersi sussistente il vincolo della solidarietà tra il notaio rogante l'atto di compravendita ed il venditore dell'immobile nell'ipotesi in cui l'acquirente abbia subito l'evizione del bene in forza di un pignoramento trascritto e della cui esistenza il notaio non lo aveva informato.
(Cassazione Civile, ordinanza, 16 maggio 2022, n. 15512)
Responsabilità degli amministratori per la mancanza di scritture contabili
La mancanza di scritture contabili, ovvero la sommarietà di redazione di esse o la loro inintelligibilità, non è in sé sufficiente a giustificare la condanna dell'amministratore in conseguenza dell'impedimento frapposto alla prova occorrente ai fini del nesso rispetto ai fatti causativi del dissesto. Essa presuppone, invece, per essere valorizzata in chiave risarcitoria nel contesto di una liquidazione equitativa, che sia comunque previamente assolto l'onere della prova circa la l'esistenza di condotte per lo meno astrattamente causative di un danno patrimoniale; sicché il criterio del deficit fallimentare resta sì applicabile, ma soltanto come criterio equitativo, per l'ipotesi di impossibilità di quantificare esattamente il danno in conseguenza dell'affermazione di esistenza della prova - almeno presuntiva - di condotte di tal genere.
(Cassazione Civile, 12 maggio 2022, n. 15245)
Condominio: sistema di videosorveglianza anche senza unanimità
Le deliberazioni concernenti l'installazione su parti comuni di impianti volti a consentire la videosorveglianza di essi sono approvate dall'assemblea con la maggioranza di cui all'art. 1136, comma 2, c.c., ossia con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.
(Cassazione Civile, 15 maggio 2022, n. 14969)
L’ex moglie, sebbene autonoma, ha diritto all'assegno divorzile per gli anni dedicati alla famiglia
Nel valutare la spettanza dell'assegno divorzile si deve tenere conto della funzione non solo assistenziale ma anche perequativa e compensativa di tale contributo; ovvero, i vari criteri sono da ritenere equiordinati, essendo lo squilibrio economico-reddituale una precondizione di fatto della decisione sulla spettanza dell'assegno divorzile; sicché, ove il coniuge richiedente, dopo essersi dedicato nei primi anni del matrimonio esclusivamente alla famiglia, abbia intrapreso un'attività lavorativa a tempo parziale, occorre accertare il momento in cui è maturata tale decisione e le ragioni della stessa, nonché verificare se essa sia stata effettuata in autonomia o concordata con l'altro coniuge e se l'attività sia stata fin dall'origine a tempo parziale, considerando infine se, anche in relazione all'età del richiedente, detta scelta debba considerarsi ormai irreversibile, oppure se quest'ultimo possa ancora incrementare il proprio reddito, optando per la prestazione di lavoro a tempo pieno (confermato, seppur in misura ridotta, l'assegno divorzile per l'ex moglie, risultando decisivo il riferimento al contributo offerto dalla donna, nei primi anni di matrimonio, alla conduzione della famiglia e all'accudimento dei figli).
(Cassazione Civile, 9 maggio 2022, n. 14582)