La nozione di circolazione è estesa a qualunque uso di un veicolo che sia conforme alla sua funzione abituale (anche su area privata).
Ai fini dell'operatività della garanzia r.c.a., è necessario che il veicolo, nel trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull'area ad essa parificata, mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e, quindi, in relazione alle sue funzionalità, non solo sotto il profilo logico, ma anche delle eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l'uso che in concreto se ne faccia, sempreché essa rientri nelle caratteristiche del veicolo medesimo, la copertura assicurativa dovendo riguardare tutte le attività cui il veicolo è destinato e per cui lo stesso circola su strada, a prescindere dalla natura pubblica o privata dell'area di relativa collocazione. Pertanto, l'assicurazione copre il danno da uso dell'auto anche in zone private, quale è, ad esempio, la rampa di accesso ad un garage.
(Cassazione Civile, Sez. Unite, 30 luglio 2021, n. 21983)
Risarcimento danni non patrimoniali conseguenti all’impossibilità di utilizzare il telefono fisso
L'inadempimento del gestore telefonico tale da impedire l'uso del telefono fisso, quale che ne sia la durata, non può legittimare alcuna pretesa al risarcimento di danni non patrimoniali in quanto il diritto a comunicare con un solo telefono non è un diritto fondamentale della persona, perché non necessario alla sopravvivenza, e l'impedimento dell'uso del telefono non menoma né la dignità, né la libertà dell'essere umano, né costituisce violazione di alcuna libertà costituzionalmente garantita, tanto meno quella di comunicare.
(Cassazione Civile, ordinanza, 26 luglio 2021, n. 21398)
Sul contributo al mantenimento del figlio portatore di handicap
Ai fini del riconoscimento di un assegno di mantenimento ai figli maggiorenni portatori di handicap grave, la cui condizione giuridica è equiparata, sotto tale profilo, a quella dei figli minori dall'art. 337-septies c.c., il giudice di merito è tenuto ad accertare se il figlio che richieda la contribuzione sia portatore di un handicap grave, ai sensi della L. n. 104 del 1992, art. 3, comma 3, richiamato dall'art. 37-bis disp. att. c.c., ossia se la minorazione, singola o plurima, della quale il medesimo sia portatore, abbia ridotto la sua autonomia personale, correlata all'età, "in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione", essendo, in caso contrario, la condizione giuridica del figlio assimilabile, non a quella a quella dei minori, bensì allo status giuridico dei figli maggiorenni.
(Cassazione Civile, ordinanza, 29 luglio 2021, n. 21819)
Retroversione degli utili e risarcimento del danno da lucro cessante per violazione di un diritto di proprietà industriale
In tema di proprietà industriale, il titolare del diritto di privativa che lamenti la sua violazione ha facoltà di chiedere, in luogo del risarcimento del danno da lucro cessante, la restituzione (cd. retroversione) degli utili realizzati dall'autore dell'illecito, con domanda proposta ai sensi dell'art. 125 c.p.i., senza che sia necessario allegare specificamente e dimostrare che, agli utili realizzati dal contraffattore, sia corrisposto un mancato guadagno da parte sua.
(Cassazione Civile, 29 luglio 2021, n. 21832)
Sulla desistenza del creditore procedente in sede di reclamo
In tema di revoca della sentenza di fallimento, qualora l'unico creditore istante desista dalla domanda, occorre distinguere la desistenza dovuta al pagamento del credito da quella non accompagnata dall'estinzione dell'obbligazione: in questo secondo caso la desistenza, quale atto di natura meramente processuale rivolto, al pari della domanda iniziale, al giudice, che ne deve tenere conto ai fini della decisione, è inidonea a determinare la revoca della sentenza di fallimento, ove prodotta soltanto in sede di reclamo.
(Cassazione Civile, ordinanza, 27 luglio 2021, n. 21503)
Rumori, difficile vivibilità della casa e risarcimento
Va risarcito il danno correlato al pregiudizio al diritto al riposo, che ridonda sulla qualità della vita di un individuo e conseguentemente sul diritto alla salute costituzionalmente garantito (riconosciuto il risarcimento per i disagi sofferti in dipendenza della difficile vivibilità della casa da una coppia di coniugi dovuto ai rumori provenienti dallo scarico del bagno dei vicini).
(Cassazione Civile, 28 luglio 2021, n. 21649)
Fideiussione e foro del consumatore
I requisiti soggettivi di applicabilità della disciplina legislativa consumeristica in relazione ad un contratto di fideiussione stipulato in favore di un professionista devono essere valutati con riferimento alle parti dello stesso e non già del distinto contratto principale. Ne consegue, come chiarito dalla giurisprudenza comunitaria (Corte UE C-74/15 e C-534/15), che ove la prestazione di garanzia non si configuri come esercizio di un’attività professionale anche se resa da un professionista, non viene meno la qualità di consumatore del fideiussore e la fattispecie non si sottrae perciò all’applicazione della disciplina consumeristica ed in particolare all’applicazione del foro del consumatore ex art. 33, co. 2, lett. u) D.lgs. 209/2005.
(Cassazione Civile, 19 luglio 2021, n. 20633)
Sulla salvaguardia della stabilità del minore in ambito scolastico
In caso di contrasto tra i genitori circa le modalità di prosecuzione del percorso scolastico dei minori (la madre, intendendo far loro continuare gli studi presso una scuola privata, di impostazione religioso cristiana e da questi già frequentata negli anni precedenti; il padre, preferendo, invece, dar loro un’educazione di ispirazione laica e pluralista, con correlata iscrizione a una scuola pubblica) è certamente rispondente al preminente interesse dei minori quello di rimanere nell’istituto scolastico frequentato negli anni passati, al fine di garantire loro – quantomeno sino alla conclusione dei rispettivi anni scolastici – la stabilità e la continuità delle quali hanno bisogno, tenuto conto della recente separazione dei genitori.
(Cassazione Civile, 27 luglio 2021, n. 21553)
Sugli effetti della rinuncia all'eredità e sulla sua opponibilità all’Erario
Il chiamato all'eredità, che abbia ad essa validamente rinunciato, non risponde dei debiti tributari del "de cuius", neppure per il periodo intercorrente tra l'apertura della successione e la rinuncia, neanche se risulti tra i successibili "ex lege" o abbia presentato la dichiarazione di successione (che non costituisce accettazione), in quanto, avendo la rinuncia effetto retroattivo ex art. 521 c.c., egli è considerato come mai chiamato alla successione e non deve più essere annoverato tra i successibili" di cui all'art. 5.
(Cassazione Civile, 22 luglio 2021, n. 21006)
Registrazioni fonografiche e prova nel giudizio disciplinare
La registrazione di un colloquio all’interno di uno studio legale, effettuata di nascosto dal cliente che vi ha partecipato o comunque è stato ammesso ad assistervi, è utilizzabile come prova in giudizio, anche nel procedimento disciplinare promosso a carico dell’avvocato per le espressioni denigratorie pronunciate nei confronti di un ex collega.
(Cassazione Civile, Sezioni Unite, 6 luglio 2021, n. 20384)