Sulla responsabilità del titolare di un locale pubblico

In tema di disturbo alla quiete pubblica, l'accertata esposizione di cartelli informativi nello spazio esterno al bar non è sufficiente ad assolvere all'obbligo di adottare tutte le misure idonee a contenere il disturbo della quiete, né l'eventuale presenza di collaboratori con funzione di controllo è sufficiente. Per escludere la responsabilità del titolare del locale, invece, sono necessari altri comportamenti quali l'aver chiamato le forze dell'ordine e l'essersi avvalso dello ius excludendi nei confronti dei clienti che non si attengono alla condotta richiesta dalla tutela della pubblica quiete.

(Cassazione Civile, 22 luglio 2021, n. 21097)


La rinuncia al compenso dell'amministratore deve essere esplicita

La rinuncia al compenso da parte dell'amministratore può trovare espressione in un comportamento concludente del titolare che riveli in modo univoco una sua volontà dismissiva del relativo diritto; a tal fine è pertanto necessario che l'atto abdicativo si desuma non dalla semplice mancata richiesta dell'emolumento, quali che ne siano le motivazioni, ma da circostanze esteriori che conferiscano un preciso significato negoziale al contegno tenuto.

(Cassazione Civile, 23 luglio 2021, n. 21172)


L’utente della strada deve rispettare il minimale e generale obbligo di prudenza e diligenza

Accertato il carattere colposo della condotta tenuta dal danneggiato e l'imprevedibilità / inevitabilità di tale condotta da parte del custode, si assiste ad un'interruzione del nesso causale tra cosa in custodia ed evento dannoso: l'iniziale (apparente) riconducibilità dell'evento alla cosa in custodia provata (già) dal danneggiato, qualora venga successivamente provato dal custode il caso fortuito, regredisce a mera occasione o “teatro” della vicenda produttiva di danno, atteso che la condotta colposa del danneggiato assume efficacia causale autonoma e sufficiente per la determinazione dell'evento lesivo, così da escludere qualunque rilevanza alla situazione preesistente (nella specie il Tribunale ha rigettato la domanda perché in presenza di una cosa connotata da pericolosità manifesta e visibile, quale è la pavimentazione in pavé che per sua natura è disconnessa e non uniforme, l'utente non aveva rispettato il minimale e generale obbligo di prudenza e diligenza, che consiste nel guardare dove posa i piedi, così da evitare il pericolo derivante dalla pavimentazione irregolare).

(Tribunale di Milano, 6 luglio 2021)


Marchi UE, sì alla registrazione del rossetto cilindrico di Guerlain

E’ possibile registrare come marchio UE il segno tridimensionale della forma di un rossetto di Guerlain. Esso infatti ha un carattere distintivo perché si discosta in modo significativo dalla norma e dalle consuetudini del settore rossetti. Guerlain cylindrique è in grado di generare un effetto visivo oggettivo sulla percezione del pubblico di riferimento, indipendentemente dall’aspetto estetico. La forma particolare richiama lo scafo di una barca e differisce significativamente da quelle tradizionali, cilindriche o a parallelepipedo. Inoltre, la piccola forma ovale in rilievo è insolita e contribuisce all’aspetto non comune del marchio. Da ultimo, questo rossetto non può essere posizionato in posizione verticale elemento che rafforza l’aspetto visivo non comune, sorprendendo il consumatore, e rende possibile risalire all’origine dei prodotti interessati.

(Tribunale UE, 14 luglio 2021, causa T-488/20)


Sul fallimento in estensione di una società di fatto ex art. 147 L.F.

Ai fini della dichiarazione di fallimento di una società di fatto occorre avere riguardo all’indebitamento della società di fatto in sé e per sé e non all’indebitamento pregresso di una delle socie di fatto, perché il fallimento in estensione opera seguendo la direzione società di fatto - socio e non viceversa; tuttavia occorre considerare che proprio perché la società di fatto non ha una contabilità sua propria, appunto perché non esiste una società formalizzata, per stabilire se esiste un indebitamento della società di fatto che determini poi il fallimento in estensione, occorre considerare se successivamente alla costituzione di detta società vi siano debiti insorti iscritti nella contabilità delle società socie e di quale entità sia il suddetto indebitamento.

(Corte d’Appello di Firenze, 6 luglio 2021)


L’assegno di mantenimento non persegue una funzione assistenziale incondizionata

Deve escludersi che l’assegno di mantenimento persegua una funzione assistenziale incondizionata dei figli maggiorenni disoccupati, di contenuto e durata illimitata, dovendo il relativo obbligo di corresponsione venire meno nel caso in cui il mancato raggiungimento dell’indipendenza economica si possa ricondurre alla mancanza di un impegno effettivo verso un progetto formativo rivolto all’acquisizione di competenze professionali o dipenda esclusivamente da fattori oggettivi contingenti o strutturali legati all’andamento dell’occupazione e del mercato del lavoro.

(Cassazione Civile, ordinanza 2 luglio 2021, n. 18785)


Risarcimento del danno tra direttore lavori ed appaltatore

Ove il danno risentito dal committente di un contratto di appalto sia conseguenza dei concorrenti inadempimenti dell'appaltatore e del progettista - direttore dei lavori, entrambi ne rispondono solidalmente, essendo sufficiente, per la sussistenza della solidarietà, che le azioni e le omissioni di ciascuno abbiano concorso in modo efficiente a produrre l'unico evento dannoso.

(Cassazione Civile, ordinanza 20 luglio 2021, n. 20704)


Caparra restituita e diritto a richiedere ugualmente il doppio della caparra

In tema di caparra confirmatoria, nel caso in cui la parte inadempiente restituisca la somma versatale a titolo di caparra dall'altra parte contrattuale (nella specie, a mezzo assegno bancario), non viene meno il diritto della parte adempiente a pretendere il doppio della caparra, da far valere, ove non emerga in senso contrario un'univoca volontà abdicativa del suo diritto da parte del creditore, mediante l'esercizio del recesso, anche con la proposizione di apposita domanda giudiziale in caso di mancata conformazione spontanea dell'inadempiente al relativo obbligo.

(Cassazione Civile, 12 luglio 2021, n. 19801)


Donazione e bene parzialmente personale

In tema di comunione legale tra i coniugi, in presenza di un accertamento di fatto che confermi la provenienza donativa non di tutto, ma soltanto di una parte del denaro utilizzato per l’acquisto di un bene, quest’ultimo deve ritenersi di proprietà esclusiva del donatario soltanto per la parte del suo valore effettivamente corrispondente all’entità della donazione ricevuta, e non invece per l’intero, restando la residua parte del valore del cespite, non acquistata con denaro personale dell’intestatario, soggetta al regime della comunione legale tra coniugi.

(Cassazione Civile, 16 luglio 2021, n. 20336)


Anche la zona non asfaltata posta a livello tra i margini della carreggiata e i limiti della sede stradale è sottoposta al controllo del gestore/proprietario della strada

È configurabile la responsabilità per cosa in custodia a carico del proprietario o concessionario della strada, stante la disponibilità e la possibilità effettiva di controllo della situazione della circolazione stradale, delle carreggiate e delle zone pertinenti, riconducibile ad un rapporto di custodia. Con l'obbligo per tali soggetti di mantenere, gestire e pulire le strade nonché di prevenire e segnalare qualsiasi situazione di pericolo, non solo sulla strada ma anche in prossimità della stessa, o meglio nella zona posta tra il margine della carreggiata e la banchina (fattispecie relativa al sinistro occorso al conducente di una autovettura che a causa del manto stradale usurato e bagnato dalla pioggia era finito fuori strada, urtando contro la roccia lavica che si trovava a margine della carreggiata).

(Cassazione Civile, 9 luglio 2021, n. 19610)