Sull'incapacità educativa materna

Va confermata la decadenza dalla potestà genitoriale della madre che tiene condotte del tutto inadempienti agli obblighi genitoriali, non curando l'adempimento degli obblighi scolastici del minore.

(Cassazione Civile, 15 luglio 2021, n. 20246)


Sull’appropriazione di pregi altrui

La condotta di "appropriazione di pregi", contemplata dall'art. 2598 c.c., comma 1, n. 2, è integrata dal vanto operato da un imprenditore circa le caratteristiche della propria impresa, mutuate da quelle di un altro imprenditore, tutte le volte in cui detto vanto abbia l'attitudine di fare indebitamente acquisire al primo meriti non posseduti, realizzando una concorrenza sleale per c.d. agganciamento, quale atto illecito di mero pericolo: tale situazione si verifica allorché un'agenzia pubblicitaria, con la quale pur abbia iniziato a collaborare un soggetto che aveva realizzato campagne pubblicitarie per un'altra impresa, vanti sul proprio sito internet il carnet di clienti di quest'ultima, lasciando intendere di avere curato essa stessa le precedenti campagne pubblicitarie.

(Cassazione Civile, 13 luglio 2021, n. 19954)


Il creditore che comunica a terzi (familiari, coabitanti, colleghi di lavoro o vicini di casa) l'inadempimento del debitore viola il codice della privacy

In tema di trattamento dei dati personali, di cui al d.l.g. n. 196/2003, integra una violazione del diritto alla riservatezza e dell'art. 11 del codice privacy, il comportamento di un creditore il quale, nell'ambito dell'attività di recupero credito, svolta direttamente ovvero avvalendosi di un incaricato, comunichi a terzi (familiari, coabitanti, colleghi di lavoro o vicini di casa), piuttosto che al debitore, le informazioni, i dati e le notizie relative all'inadempimento nel quale questo versi oppure utilizzi modalità che palesino a osservatori esterni il contenuto della comunicazione senza rispettare il dovere di circoscrivere la comunicazione, diretta al debitore, ai dati strettamente necessari all'attività recuperatoria.

(Cassazione Civile, 2 luglio 2021, n. 18783)


Sull’inconciliabilità tra la convivenza more uxorio e l'azione di arricchimento senza causa

Un'attribuzione patrimoniale a favore del convivente more uxorio può configurarsi come adempimento di un'obbligazione naturale allorché la prestazione risulti adeguata alle circostanze e proporzionata all'entità del patrimonio e alle condizioni sociali del solvens.

(Cassazione Civile, 1 luglio 2021, n. 18721)


Sull’opponibilità al terzo del diritto reale di servitù

Nel sistema tavolare vigente nelle province dei territori già appartenuti al dissolto Impero austro-ungarico, ferma la possibilità di chiedere l'accertamento dell'usucapione nei confronti di coloro contro i quali si è verificato l'acquisto per il decorso del tempo, un diritto reale sorto su un fondo per usucapione non è opponibile al terzo che abbia acquistato il fondo con atto intavolato in buona fede prima dell'iscrizione della sentenza o della domanda di usucapione, quand'anche si tratti di un diritto reale limitato e, quindi, compatibile con il diritto di proprietà.

(Cassazione Civile, 6 luglio 2021, n. 19054)


Responsabilità da prodotto difettoso nelle vendite a catena di beni di consumo

Nelle cosiddette vendite “a catena” di beni di consumo spettano all'acquirente due azioni: quella contrattuale, che sorge solo nei confronti del diretto venditore, in quanto l'autonomia di ciascun trasferimento non gli consente di rivolgersi contro i precedenti venditori (restando salva l'azione di rivalsa del rivenditore nei confronti del venditore intermedio); quella extracontrattuale, che è esperibile dal compratore contro il produttore, ai sensi dell’art. 114 d.lgs. n. 206/05, per il danno sofferto in dipendenza dei vizi che rendono la cosa pericolosa, anche quando tale danno si sia verificato dopo il passaggio della cosa nell'altrui sfera giuridica. La responsabilità da prodotto difettoso ha natura presunta, e non oggettiva, poiché prescinde dall'accertamento della colpevolezza del produttore, ma non anche dalla dimostrazione dell'esistenza di un difetto del prodotto. Incombe, pertanto, sul soggetto danneggiato - ai sensi dell'art. 120 d.lgs. n. 206/05 (cd. codice del consumo) - la prova del collegamento causale non già tra prodotto e danno, bensì tra difetto e danno e, una volta fornita tale prova, incombe sul produttore - a norma dell'art. 118 dello stesso codice - la corrispondente prova liberatoria, consistente nella dimostrazione che il difetto non esisteva nel momento in cui il prodotto veniva posto in circolazione, o che all'epoca non era riconoscibile in base allo stato delle conoscenze tecnico-scientifiche.

(Tribunale di Salerno, 21 giugno 2021)


Omessa manutenzione delle parti comuni e riparto delle spese condominiali

Il condomino, che subisca nella propria unità immobiliare un danno derivante dall'omessa manutenzione delle parti comuni dell'edificio., assume, quale danneggiato, la posizione di terzo avente diritto al risarcimento nei confronti del condominio, senza tuttavia essere esonerato dall'obbligo, che trova la sua fonte nella comproprietà o nella utilità di quelle e non nella specifica condotta illecita ad esso attribuibile, di contribuire a sua volta, in misura proporzionale al valore della rispettiva porzione, alle spese necessarie per la riparazione delle parti comuni dell'edificio e alla rifusione dei danni cagionati.

(Cassazione Civile, ordinanza, 24 giugno 2021, n. 18187)


Notifica alla casa comunale della sentenza di fallimento

In tema di fallimento, il mancato reperimento del legale rappresentante della società destinataria della notifica presso la sede sociale abilita l’ufficiale giudiziario a procedere direttamente al deposito del ricorso presso la casa comunale, senza che si renda necessario il compimento di ulteriori attività.

(Cassazione Civile, ordinanza, 14 giugno 2021, n. 16775)


Ripartizione spese condominiali

Nel caso in cui il solaio di copertura di autorimesse (o di interrati) in proprietà singola svolga la funzione di consentire l’accesso all'edificio condominiale, non si ha una utilizzazione particolare un condomino rispetto agli altri, ma una utilizzazione conforme alla destinazione tipica (anche se non esclusiva) di tale manufatto da parte di tutti i condomini. Ove, poi, il solaio funga da cortile e su di esso vengano consentiti il transito o la sosta degli autoveicoli, è evidente che a ciò è imputabile preponderante il degrado della pavimentazione, per sarebbe illogico accollare per un terzo le spese relative ai condomini dei locali sottostanti.

(Cassazione Civile, ordinanza, 23 giugno 2021, n. 18006)


Sul dovere del genitore di mantenere i figli

Non sono dovuti gli alimenti, per difetto dei presupposti di legge, alla figlia naturale che non ha provato di versare in stato di bisogno e di essere nell'impossibilità di provvedere in tutto o in parte al proprio sostentamento o comunque che sia intervenuto un mutamento delle condizioni economiche proprie o del padre, considerato, oltretutto, che le accresciute necessità economiche della ragazza erano esclusivamente dipendenti da una scelta personale (alla figlia i Giudici hanno comunque contestato un trasferimento illogico dalla propria città alla Capitale che le ha comportato maggiori spese).

(Cassazione Civile, ordinanza, 3 giugno 2021, n. 15473)