È abuso di diritto chiedere tutti i canoni di locazione arretrati dopo anni di silenzio
In un contratto di locazione ad uso abitativo costituisce esercizio abusivo del diritto la improvvisa richiesta del locatore di integrale pagamento del canone dopo un lungo periodo di morosità. Difatti, in tal caso, l'assoluta inerzia del locatore nell'escutere il conduttore per ottenerne il pagamento del corrispettivo sino ad allora maturato, protrattasi per un periodo di tempo assai considerevole, può ingenerare nel conduttore un affidamento nella remissione del diritto di credito da parte del locatore per facta concludentia.
(Cassazione Civile, 14 giugno 2021, n. 16743)
La mancanza della firma digitale nella relata non è causa di inesistenza dell’atto
L’irritualità della notificazione a mezzo PEC, come la mancanza nella relata della firma digitale dell’avvocato notificante, non comporta l’inesistenza dell’atto, potendo essere riscontrata la stessa attraverso altri elementi di individuazione dell’esecutore della notifica, come la riconducibilità della persona del difensore indicato nella relata alla persona munita di procura speciale per la proposizione del ricorso, raggiungendo così la conoscenza dell’atto e quindi lo scopo legale della notifica.
(Cassazione Civile, ordinanza, 14 giugno 2021, n. 16746)
L’azione (personale) di restituzione del comodante
L’azione proposta con riferimento al bene concesso in comodato va qualificata come azione personale di restituzione, destinata ad ottenere l'adempimento dell'obbligazione di ritrasferire un bene in precedenza volontariamente trasmesso dall'attore al convenuto, in forza di negozi giuridici che non presuppongono necessariamente nel tradens la qualità di proprietario; da essa si distingue l'azione di rivendicazione, con la quale il proprietario chiede la condanna al rilascio o alla consegna nei confronti dì chi dispone di fatto del bene nell'assenza anche originaria dì ogni titolo, per il cui accoglimento è necessaria la probatio diabolica della titolarità del diritto di chi agisce.
(Cassazione Civile, 14 giugno 2021, n. 16742)
Casa vacanza, regolamento condominiale e tranquillità dei condomini
L’utilizzo da parte di un condomino o suo conduttore delle unità immobiliari facenti parte del condomino ad uso casa vacanze, comportando, al pari di una locanda a cui è assimilabile, una rapida e continua rotazione della clientela, contrasta con quelle clausole del regolamento di natura contrattuale che vietano di destinare le unità esclusive dei condomini ad attività che possano compromettere la tranquillità della collettività condominiale.
(Tribunale di Roma, 10 maggio 2021, n. 8012)
Sulla responsabilità della Consob per la perdita di valore delle azioni
La responsabilità risarcitoria a carico della Consob per omessa vigilanza è una responsabilità di tipo aquiliano, per denunciata lesione del principio generale del neminem laedere, non essendo intercorsa alcuna relazione, neppure indiretta, e men che mai qualificata, con il soggetto privato che agisce in giudizio e non essendosi, quindi, ingenerato in quest’ultimo alcun affidamento o aspettativa sull’operato della Consob.
(Tribunale di Bologna, 15 aprile 2021)
Sul diritto del figlio a mantenere il rapporto con il genitore non collocatario
La violazione delle disposizioni di frequentazione padre-figlio, nell’ambito di un rapporto genitoriale molto conflittuale, consistenti nel comportamento ostativo della madre agli incontri padre-figlio, legittimano la condanna di quest’ultima al risarcimento del danno in favore del figlio, vero destinatario di interessi e di diritti all’interno della procedura di affidamento.
(Tribunale di Mantova, 28 maggio 2021)
La destra rigorosa
L'infrazione di una norma sulla circolazione stradale, pur potendo importare responsabilità ad altro titolo, non può di per sé dar luogo a responsabilità civile per un evento dannoso che non sia con essa in rapporto di causa ed effetto; l'individuazione della regola cautelare, anche nel caso di cautela specifica, non può prescindere dalla considerazione che la colpa non rappresenta la violazione di una qualsivoglia regola di prudenza o diligenza, ma solo della regola cautelare il cui scopo è quello di evitare il tipo di evento in concreto verificatosi..
(Cassazione Civile, ordinanza, 9 giugno 2021, n. 16192)
Illecita l’imitazione del packaging solo se distintivo
L’imitazione del packaging può essere sanzionata come concorrenza sleale confusoria, parassitaria e di look alike solo nel caso in cui si provi la distintività del packaging e l’adozione generalizzata di proposte commerciali imitative.
(Tribunale di Milano, ordinanza, 4 maggio 2021)
Conteggio delle superfici nell’agevolazioni prima casa
In tema di imposta di registro, per stabilire se un'abitazione sia di lusso e, quindi, esclusa dai benefici per l'acquisto della prima casa ai sensi del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, tariffa allegata, parte I, art. 1, nota II-bis, occorre fare riferimento alla nozione di "superficie utile complessiva" di cui al d.m. lavori pubblici 2 agosto 1969, art. 6, in forza del quale è irrilevante il requisito della "abitabilità" dell'immobile, siccome da esso non richiamato, essendo invece rilevante quello della "utilizzabilità" degli ambienti, a prescindere dalla loro effettiva abitabilità". In linea generale, dalla nozione di superficie utile complessiva va tuttavia esclusa quella destinata a box-autorimessa; non perché quest'ultima non sia astrattamente includibile in quella, ma perché espressamente eccettuata, nell'esercizio di una tipica scelta legislativa, dal citato art. 6, il cui richiamo al "posto macchina" unitamente a quello di altri locali eccettuati, ancorché utilizzabili: balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale - deve ritenersi riferito non soltanto al posto aperto e delimitato in area comune, ma anche al box-auto; senza con ciò contravvenire, stante l'ampiezza letterale della formula normativa e l'identità di ratio, al dettame generale di tassatività e stretta interpretazione delle ipotesi agevolative.
(Cassazione Civile, 8 giugno 2021, n. 15880)
Compenso del liquidatore
Il compenso annuo del liquidatore non può essere ridotto con efficacia retroattiva a mezzo di una delibera assembleare in assenza di accettazione da parte del liquidatore stesso, non potendo una delibera incidere negativamente su diritti già acquisiti.
(Tribunale di Roma, 16 aprile 2021)