Ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell’istruttoria prefallimentare: sui debiti erariali rateizzati

I debiti erariali rateizzati e quelli non ancora iscritti a ruolo non possono ritenersi scaduti, al pari di quelli oggetto di accordi transattivi, per gli effetti di cui all'art. 15 L.F. ultimo comma.

(Tribunale di Como, 16 luglio 2020)


Vendita di un appartamento: quando sorge l'obbligo di contribuzione delle spese per la manutenzione straordinaria dell’edificio condominiale?

Nei rapporti tra alienante e acquirente di una unità immobiliare, deve farsi riferimento non al momento della concreta attuazione dell'attività di manutenzione, quanto alla data di approvazione della delibera assembleare che ha disposto l’esecuzione dell'intervento di riparazione straordinaria, avendo la stessa delibera valore costitutivo della relativa obbligazione.

(Cassazione Civile, 10 settembre 2020, n. 18793)


Sull'utilizzo del muro comune

L'apposizione di una vetrina o mostra sul muro comune perimetrale, da parte di un condomino, in corrispondenza di un proprio locale destinato ad esercizio di attività commerciale, non costituisce di per sé abuso della cosa comune idoneo a ledere il compossesso del muro comune che fa capo, come ius possidendi, a tutti i condòmini, se effettuata nel rispetto dei limiti di cui all'articolo 1102 c.c..

(Cassazione Civile, 28 agosto 2020, n. 18038)


La responsabilità del direttore lavori

Il direttore dei lavori svolge per conto del committente un’attività finalizzata ad assicurare, relativamente all'opera in corso di realizzazione, il risultato che il committente si aspetta di conseguire e ciò utilizzando le proprie specifiche competenze tecniche, intellettive ed operative. Rientrano nelle obbligazioni del direttore dei lavori quindi l’accertamento della conformità della progressiva realizzazione dell’opera al progetto, la verifica delle modalità dell’esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, l’adozione di tutti i necessari accorgimenti tecnici volti a garantire la realizzazione dell’opera senza difetti costruttivi e, inoltre, il direttore di lavori che ometta di vigilare e di impartire le opportune disposizioni al riguardo, nonché di controllarne l'ottemperanza da parte dell'appaltatore e di riferirne al committente, non si sottrae a responsabilità, ma risponde dei danni prodotti.

(Tribunale di Milano, 21 aprile 2020, n. 2453)


Responsabilità dell’avvocato e prova di resistenza

La responsabilità dell'avvocato per la mancata comunicazione al cliente dell'avvenuto deposito di una pronuncia sfavorevole - con conseguente preclusione della possibilità di proporre impugnazione - può essere affermata solo se il cliente dimostri che l'impugnazione, ove proposta, avrebbe avuto concrete possibilità di essere accolta.

(Cassazione Civile, ordinanza 28 agosto 2020, n. 17974)


L'iscrizione ipotecaria non sospende la prescrizione

L'efficacia interruttiva della prescrizione in relazione al compimento di atti giudiziali si riferisce soltanto agli atti processuali tipici e specificamente enumerati, quali l'atto introduttivo del giudizio o la domanda proposta nel corso del giudizio; l'iscrizione dell'ipoteca non è quindi idonea ad interrompere la prescrizione che, peraltro, ha durata quinquennale ai sensi art. 3 l. n. 335/1995 ed in ragione della natura amministrativa della cartella di pagamento e/o dell'avviso di addebito.

(Cassazione Civile, 3 settembre 2020, n. 18305)


Diritti di immagine fatti valere in giudizio dagli eredi

La riproduzione dell’immagine senza il consenso della persona ritratta può avvenire se giustificata dall'interesse pubblico, che non ricorre ove siano pubblicate immagini tratte da un film e la pubblicazione avvenga in un cotesto diverso dall'opera cinematografica. In ogni caso, non è mai ammissibile la diffusione assentita dell’immagine altrui, laddove la stessa sia avvenuta per finalità di lucro, venendo in tal caso a mancare l’interesse pubblico alla divulgazione (è stato quindi interdetto l’utilizzo da parte di una società dell’immagine della nota attrice Audrey Hepburn al fine di apporla su capi di abbigliamento successivamente esposti e commercializzati, oltre che nei punti vendita, anche sull’e-commerce dell’azienda).

(Tribunale di Torino, Sezione specializzata in materia di Impresa, 27 febbraio 2019, n. 940)


Sull'ordine di rimozione di contenuti diffamatori da Facebook e Instagramm

E’ legittima l’ordinanza cautelare con cui è stato ordinato alle piattaforme dei social network Instagram e Facebook di rimuovere a livello mondiale i contenuti diffamatori pubblicati da un utente a danno di un altro utente, con condanna delle stesse, in via solidale, alla rifusione delle spese di lite (nel caso in esame un manager era stato diffamato dall’ex compagna mediante le piattaforme dei social Instagram e Facebook).

(Tribunale di Milano, ordinanza 17 giugno 2020, n. 12616)


Effetti della desistenza sul procedimento fallimentare

In tema di dichiarazione di fallimento, la desistenza del creditore istante, non accompagnata dall'estinzione dell'obbligazione, in quanto atto di natura meramente processuale rivolto, al pari della domanda iniziale, al giudice, è inidonea a spiegare i propri effetti qualora venga depositata allorché il procedimento prefallimentare sia stato definito con la deliberazione della decisione, anche se questa non sia stata ancora pubblicata.

(Cassazione Civile, 30 giugno 2020, n. 13187)


Clausola compromissoria statutaria e azione di responsabilità del curatore

In caso di fallimento di una società, la clausola compromissoria contenuta nello statuto della stessa non è applicabile all'azione di responsabilità proposta dal curatore ai sensi dell’art. 146 della legge fall. (ex aliis Cass. n. 19308-14, Cass. n. 28533-18). Tale inoperatività deriva dal contenuto unitario e inscindibile della predetta azione, quale strumento di reintegrazione del patrimonio sociale previsto a garanzia sia dei soci che dei creditori sociali, nel quale confluiscono, con connotati di autonomia e con la modifica della legittimazione attiva, sia l’azione prevista dall'art. 2393 cod. civ. che quella di cui all'art. 2394 cod. civ., in riferimento alla quale la clausola compromissoria non può operare per il semplice fatto che i creditori sono terzi rispetto alla società.

(Cassazione Civile, 23 luglio 2020, n. 15830)